giovedì 24 novembre 2016

Tetsuwan Girl, un’eroina venuta dal Giappone

Premessa simpatica:
Trovai questa serie in una fiera dimenticata da Dio, impacchettata a prezzo pieno. Ne avevo sentito parlare molto bene ma non ero certo dell'acquisto. La guardai per qualche minuto indeciso sul da farsi, finché arrivò il proprietario dello stand, mi disse che mi avrebbe fatto uno sconto, il prezzo che mi propose non mi convinse ma lui insistette e mi contrattò uno sconto del 50% e io cedetti. Un evento fortuito ma allora non mi aspettavo minimamente di trovarmi davanti a un mezzo-capolavoro. Grazie standista per aver insistito, ti inserirò nel taccuino delle persone a me care.


Pantene: Perché io valgo (cit.)


Trama (presa da Animeclick):
Al centro della storia, in un Giappone uscito pesantemente sconfitto e umiliato dalla seconda guerra mondiale, c'è una donna, Tome Kano, e la sua determinazione a non lasciarsi sopraffare dagli eventi. Impiegata presso un locale come donna di compagnia si trova catapultata nel mondo del baseball...
Lo sport diventa un mezzo non solo per dare uno sfogo al suo sconfinato ego, ma anche a ridare un minimo di speranza ad un popolo piegato dal servilismo nei confronti del vincitore.
Seinen serializzato in Giappone dal 2000 al 2002, scritto e disegnato da Tsutomu Takashi


Protagonista assoluta dell’opera è Tome Kano, questa donna con la D maiuscola capovolge qualsiasi caratteristica che una protagonista di un manga dovrebbe avere: non è gentile, non è altruista, non è simpatica. Tutto ciò non serve a questa ragazza caparbia, sicura di sé ed egocentrica. Lei è l’unica che può dare la speranza ad una nazione sconfitta, derisa e asservita al vincitore.

Tome che dichiara guerra con nonchalance
Siamo in Giappone, nel secondo dopoguerra. Gli Usa escono vittoriosi dal conflitto più sanguinoso del XX secolo e occupano la nazione nipponica in maniera capillare, tanto che si può parlare di colonia statunitense perlomeno fino al 1952, momento in cui il Giappone riacquistò l’indipendenza. Da questa guerra Tome ne è uscita a pezzi, ha perso ogni legame familiare e la sua rabbia non risparmia nessuno. Incolpa gli uomini giapponesi di aver perso la guerra, di avere illuso un’intera nazione.
Similmente alla Germania nazista, il totalitarismo giapponese compie un potente lavaggio di cervello su tutta la popolazione, essa veniva informata poco e male e la reale situazione della guerra veniva spesso  e volentieri distorta per invogliare il popolo giapponese a combattere strenuamente per la patria. Il risultato che ne consegue è terribile: i giapponesi ne escono disarmati non solo materialmente ma anche spiritualmente. Hanno perso ogni speranza, non hanno più nessuna dignità, tutto ciò a cui hanno creduto si è sgretolato in un castello di sabbia. È da questo substrato storico-sociale che si insinua il personaggio di Tome Kano.

Tome: un nome, una garanzia.
Vedremo come la protagonista si avvicini al mondo del baseball in maniera quasi casuale, nonostante le remore iniziali, focalizza la sua passione, la rabbia e la voglia di rivalsa in questo sport, che ironia vuole sia stato creato dal “nemico yankee". 
Nel corso dell’opera si darà spazio anche alle altre giocatrici della squadra femminile di baseball, ognuna con caratteristiche diverse; esse incarneranno tutte quelle qualità di cui Tome difetta, c’è chi è materna e affettuosa, chi sogna un mondo migliore per le donne e per farlo accetta sommessamente numerose umiliazioni, chi crede in Tome e fa di tutto affinché il suo sogno possa essere realizzato.  
Le figure maschili non fanno una bellissima figura nel manga, ma molti se non tutti riconoscono in Tome una leonessa fiera e combattiva. Molto intrigante ed enigmatico il personaggio di Kasumi Ranzaki, la prova vivente che esistono uomini intelligenti e non fallocentrici.

Sia ben chiaro, il baseball non è il fulcro del manga infatti non è uno spokon, è solo un espediente utilizzato dall’autore per esprimere l’ardore sviscerato di Tome e declinarlo in modo non-violento, mossa azzeccatissima, aggiungerei io.

Questo manga dalla forte matrice femminista è la rivalsa del perdente verso il vincente, della donna verso l’uomo, del giapponese verso lo statunitense . Il talentuoso autore gioca su questi contrasti e ci regala un’opera che ci fa sognare. 
E’ raro trovare un autore uomo che sappia raccontare una storia dal forte imprinting femminile, soprattutto in Giappone dove il maschilismo è tuttora onnipresente. Takashi tratteggia un’anti-eroina per nulla stereotipata e dal carattere forte e individualista. Certo, forse poco realistica ma indispensabile per fini letterari. 
Diviene un modello a cui i  giapponesi anelano. “La bella ragazza con il braccio di ferro” non ha peli per la lingua e diventa un tramite per il giapponese umile e gentile, una valvola di sfogo per quella popolazione stufa delle vessazioni e stanca di tutti quei filtri che la società nipponica si auto-impone.

Non fatela arrabbiare altrimenti vi molla un ceffone!

L’opera edita in Italia da Star Comics ha una buona edizione che regge il tempo, nonostante sia venduto in 9 sottilette e abbia pagine stampate con carta velina e semi-trasparente. 
Inutile dire che  ha venduto pochissimo, tanto che il caro kappa boy Baricordi ne parlò malinconicamente in un’intervista. Ed è inspiegabile: un’opera di tale levatura potrebbe e dovrebbe piacere a tutti. Il Bel Paese snobba i manga di qualità e la cosa mi perplime assai.

Fatemi e fatevi un favore: Regalatevi quest’opera. 
Natale si avvicina e Tome Kano aspetta soltanto voi: scopritela, vivetela e sognate  una nazione libera con lei.

5 commenti:

  1. Devo dire che mi hai davvero incuriosito con questa recensione. Mi ricorda a livello di setting il dopoguerra Giapponese descritto in "Ashita no Joe" sebbene quest'ultima sia più incentrato sull'aspetto sportivo. Cercherò di recuperarlo, Grazie!

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    1. Sono felicissimo di averti incuriosito! Le similitudini tra le due opere si limitano unicamente all'ambientazione storica, Tetsuwan Girl si spinge oltre e compie una chiara denuncia sociale.
      Online si trova a prezzi relativamente bassi per cui puoi andare tranquilla!

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  2. Io questo titolo l'ho sempre snobbato perchè pensavo parlasse molto del baseball (sport che proprio non mi piace), ma invece ho sentito che il baseball è molto marginale.
    Tra l'altro io adoro i racconti della seconda guerra mondiale o dell'immediato dopoguerra, per cui credo faccia proprio al caso mio.
    Purtroppo ho letto che l'edizione Star è un po' pessima, carta molto sottile, senza sovra copertina ecc...peccato, voglio dire mettono in edicola manga cosi' particolari che magari era meglio destinare al circuito delle fumetterie con un'edizione piu' curata.

    Ottima recensione comunque :)

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Pure io non amo il baseball, ragion per cui Adachi l'ho sempre digerito a fatica ma qui è solo un mezzo usato per veicolare altri messaggi.
      L'edizione è sottiletta, è vero ma è gradevole da vedere. Esistono sottilette peggiori (vedi manga Planet)
      Purtroppo ai tempi le edizioni da fumetteria erano poco diffuse per cui non si può nemmeno recriminare più di tanto.
      A presto!

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